Un
tessuto ragnatela, fitto e zuccheroso, organze scintillanti e pvc, mussole,
satin e nappa disegnano l’orizzonte entro cui si sviluppa la collezione fw
13_14 di Vincent.
La
luce riflessa ed il colore stratificato nei leggeri tessuti cangianti
costruiscono un manto vitreo, un gel acquoso con cui prendono vita longuette e
canotte ora doppianti tubini, ora utilizzate come sottovesti e top lappati di
colori acquerellati. Le camicie, interamente spaccate sui laterali fin da sotto
la manica, hanno una stampa digitale sul fronte che riprende con un mood
cartoon le luminarie delle feste popolari: scintillanti, colorate, creano un
rapporto dialogico con artisti del calibro di Massimo Bartolini e Mariagrazia Pontorno
a cui Vincenzo Billeci si ispira.
Pizzi per le gonne, fitti come
nevischio, su cui si stende una gelata verde menta di organza scintilla o una
glassatura di nylon sotto cui si intravedono brillare timidissimi cristalli
colorati tenuti come in apnea: sono archi di lampadine accese sotto i fumi
colorati della festa. Riverberi acquosi, mossi, e superfici
metalliche invetriano i capi doppiandoli, producendo miriadi di movimenti
colorati che dal magenta vanno verso il violetto, dall’arancio al rosa confetto
o, come nel caso della ScreenSKIRT caratterizzata dal carré centrale cut-out,
disegnano uno schermo di colore rifrangente.
Dalle fabbriche di Murano fatte
di vetri leggeri e soffiati, alle bancarelle delle feste Siciliane fatte di
dolci colorati e caramelle gommose il mood della collezione attinge e prende
forma con leggerezze rainbow ed un alfabeto elementare e candy, impreziosendosi
via via con dettagli gioiello in argento puro. La rosa, elemento di
ringraziamento legato alla cultura popolare e al culto di Santa Rosalia,
diventa accessorio: in argento lavorato a sbalzo dagli antichi argentieri
palermitani per la Rosalie-BAG diventa charm, l’elemento che riporta il design
verso la tradizione da cui tutto parte e a cui tutto ritorna.
Verde menta e ghiaccio, rosa
confetto, grigio argento, acciaio e bronzo per arrivare al bianco ottico e al
nero… un equilibrio tra strutture geometriche e colore dinamico in un
guardaroba che prova a regalare un momento di poetico e di fragile arcobaleno.